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	<title>Giovanni Fasanella</title>
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	<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 01:41:15 +0000</pubDate>
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		<title>Il valore del rispetto. Vincenzo Andraous su un libro firmato da alcuni detenuti di Pavia</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 01:26:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Vincenzo Andraous. casa del giovane]]></category>

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		<description><![CDATA[
di Vincenzo Andraous
Tutor Comunità &#8220;Casa Del Giovane&#8221; di Pavia
Sono stato invitato a presentare un libro scritto da alcuni detenuti e redatto da due docenti dell’Istituto Superiore Volta con sede nella casa Circondariale di Pavia.
Con molto entusiasmo mi sono recato sulla prestigiosa casa galleggiante dell’Associazione Vogatori pavesi, adagiata sul letto del fiume Ticino.
 “Evasioni Letterarie, pagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<h3><span style="font-weight: 400;"><strong><img class="alignleft size-full wp-image-492" title="andraous01" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/andraous01.jpg" alt="andraous01" width="122" height="90" />di Vincenzo Andraous</strong><br />
Tutor Comunità &#8220;Casa Del Giovane&#8221; di Pavia</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Sono stato invitato a presentare <strong>un libro scritto da alcuni detenuti</strong> e redatto da due docenti dell’Istituto Superiore Volta con sede nella casa Circondariale di Pavia.<br />
Con molto entusiasmo mi sono recato sulla prestigiosa casa galleggiante dell’Associazione Vogatori pavesi, adagiata sul letto del fiume Ticino.<br />
<strong> “Evasioni Letterarie, pagine nate nella notte, dentro un carcere”</strong>, edito da O.M.P. è un bel volume davvero, a partire dalla prefazione di Mino Milani, elogio alla semplicità, alla normalità, alla possibilità di dire sottovoce i significati delle parole, i contenuti del cuore, che spesso crocifiggiamo a luoghi comuni, stereotipi, chiacchiericci, per non dare voce alla coscienza che bussa e non la smette.<br />
<strong> Un libro che non  causa alcun danno collaterale</strong>, si nota subito la mano di bravi architetti, che hanno saputo mettere insieme differenze, diversità, bisogni, desideri, ma con garbo e intelligenza sono riusciti a dare ritmo a una danza che ha coinvolto dapprima gli autori, come ora accade ai lettori.<br />
<strong> Io, che di carcere ho una lunghissima conoscenza</strong>, qualche libro l’ho letto, e qualcuno l’ho pure scritto, so che c’è sempre il pericolo di scadere in una autorappresentazione, in una arrampicata al delirio di onnipotenza, oppure  in una discesa al delirio di commiserazione, e non so quale delle due condizioni sia peggiore.<br />
In queste pagine tutto ciò non ha contaminato una sola riga, anzi <strong>emerge il coraggio dell’uomo capace di essere forte al punto giusto per riuscire a chiedere aiuto, per tentare di alzarsi e riconquistare la propria dignità, mantenerla e custodirla.</strong><br />
Questo libro è importante proprio perché sottolinea il valore della dignità, ritrovata nella consapevolezza che per arrivarci occorre partire dal rispetto di una doverosa esigenza di giustizia da parte di chi il male l’ha ricevuto, da qui  la scoperta  e la necessità di nuove opportunità di riscatto, di quella nuova punteggiatura che traspare da queste storie.<br />
Una riga dopo l’altra nella verità che assale l’uomo, la persona, una verità che fa bene a chi sconta la propria pena e allo spazio in cui è detenuto il dolore e la sofferenza, perchè i<strong>n una cella non esistono eroi, né personaggi vincenti, al contrario sopravvivono solamente uomini sconfitti.</strong><br />
“Evasioni Letterarie” non parla solamente di un dolore insonorizzato, l’uomo recluso racconta, si racconta, ci racconta, e la storia altro non è se non il testimone responsabile a metterci sull’avviso di come l’errore e la cecità più ottusa, rimangono in agguato dietro l’angolo, all’imbocco del vicolo cieco.<br />
Queste pagine accorciano le distanze dal nodo slegato, da quell’opposizione polare dove non c’è arrivabilità né abitabilità tra opposto e contrario, invece è possibile trasformare, modificare, cambiare a inverso diritto l’im/possibile, l’in/cancellabile, l’im/perdonabile.<br />
Rammento un altro libro dal titolo emblematico <strong>“Riconciliazione o vendetta”</strong>, opposti sideralmente distanti, da una parte il tentativo di rimettere insieme qualcosa che è andato in frantumi, facendolo su basi differenti, dall’altra il prezzo da offrire per un riscatto.<br />
<strong> Due contrari apparentemente inconciliabili, che però necessitano di un equilibrio,</strong> e l’autore di quel volume lo ha ben ha definito: equilibrio della rendicontazione, nei 35 anni di carcere scontati, nel dare un senso a ciò che ancora rimane, per tentare di ritrovare e ricostruire se stessi.<br />
In questo contenitore di esperienze ben accompagnate dalle parole più semplici, è possibile osservare il passato che legge alle spalle di questi uomini-autori, obbligandoli a ripercorrere i detriti, le macerie, una sorta di umile dignità nel fuoriuscire dal convenzionale che definisce il diverso, in questo caso il detenuto, ricercando nel <strong>valore del rispetto la meta da raggiungere, quale prima forma educativa dell’essere umano</strong>, per quella auspicata ricomposizione di ogni frattura sociale.<br />
Rispetto che non potrà mai essere insegnato attraverso un gessetto e una lavagna, una nozione elargita dal più bravo docente, o dal tormento di una cella e dall’isolamento, ci aiutano in questo impegno le persone che hanno sbagliato ma stanno tentando di riparare, ribadendo che il rispetto si apprende con l’esempio di riferimenti autorevoli, che non hanno paura di sporcarsi le mani per sradicarci dal baratro in cui siamo caduti, dalla fossa che spesso costruiamo a nostra misura.</p>
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		<title>Iniziate a Torino le riprese del &#8220;Sorteggio&#8221;, la storia di un operaio Fiat giudice popolare nel processo alle BR del 1977</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 12:41:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo di Fulvia Caprara su La Stampa di domenica 14 giugno:


La formula era sempre la stessa, “sindrome ansioso-depressiva”. I certificati medici piovevano uno dopo l’altro, rendendo impossibile la composizione della giuria popolare. Nessuno voleva farne parte, la paura era più forte di tutto. Davanti agli omicidi e alle intimidazioni i cittadini facevano un passo indietro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>L&#8217;articolo di Fulvia Caprara su La Stampa di domenica 14 giugno:</em></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-486" title="images-1" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images-1.jpeg" alt="images-1" width="104" height="94" />La formula era sempre la stessa, “sindrome ansioso-depressiva”. I certificati medici piovevano uno dopo l’altro, rendendo impossibile la composizione della giuria popolare. Nessuno voleva farne parte, la paura era più forte di tutto. Davanti agli omicidi e alle intimidazioni i cittadini facevano un passo indietro e il processo non si riusciva a fare. Nel <strong>“Sorteggio”</strong>, il film che <strong>Giacomo Campiotti</strong> inizia a girare domani a <strong>Torino,</strong> c’è il racconto di una delle fasi più buie della storia della nostra Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify;">Due anni, dal maggio 1976 al giugno 1978, che coincidono con la celebrazione, mille volte interrotta e ostacolata, del processo al nucleo storico della Brigate rosse, 46 imputati, 11 dei quali detenuti (tra loro <strong>Renato Curcio</strong>, <strong>Alberto Franceschini</strong>, <strong>Prospero Gallinari</strong>, <strong>Maurizio Ferrari</strong>) ai quali veniva contestato, per la prima volta dal 1945, il reato di “costituzione di banda armata finalizzata al sovvertimento violento dell’ordine democratico e delle sue istituzioni”. Da una parte lo Stato, dall’altra le Br che ne rinnegavano le regole. Da una parfte il Paese violentato dal terrorismo, dall’altra il partito armato che realizzava le peggiori minacce.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-487" title="images-2" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images-2.jpeg" alt="images-2" width="90" height="135" /> In mezzo c’è la storia del film, firmata dal giornalista e scrittore <strong>Giovanni Fasanella</strong> (la sceneggiatura ha avuto la menzione speciale al <strong>Premio Solinas</strong>) che quel periodo l’ha vissuto in prima linea: “Gli anni di piombo sono sempre stati raccontati o dalla prospettiva delle vittime oppure da quella dei terroristi, ma in mezzo c’era un’immensa zona grigia, la gente comune che assisteva agli eventi. Per me quel periodo fu particolarmente traumatico, ero croniosta all’”<strong>Unità”</strong>, mi occupavo di terrorismo e, dopo aver scritto dei primi due ammazzamenti, mi ritrovai nel mirino delle Br. Ricordo quel clima, ho visto lo Stato squagliarsi, ho visto tanti disertare e non avere nemmeno il coraggio della paura”.<br />
Il percorso di Tonino <strong>(Beppe Fiorello</strong>), l’operaio della Fiat Mirafiori protagonista del “Sorteggio”, inizia così, con la voglia di tirarsi indietro: “Quando riceve la notizia di essere stato estratto per partecipare alla giuria popolare del processo, pensa sulle prime di aver vinto un terno al lotto, un’occasione per allontanarsi dal duro lavoro in fabbrica, poi comprende la portata del pericolo, scopre che il terrorismo riguarda anche lui”.<br />
<img class="alignleft size-full wp-image-488" title="images-3" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images-3.jpeg" alt="images-3" width="131" height="76" /> Il regista <strong>Campiotti</strong>, nato a Varese nel 1957, studente a Bologna negli anni del film, dice che “Il sorteggio&#8221; è un film sull’oggi, anche se si svolge allora. Mi ha interessato perché parla di educazione civica, del rapporto tra individuo e comunità, temi importanti in un momento come questo, in cui la distanza tra cittadino e Stato è drammaticamente aumentata”.<br />
Introno a <strong>Tonino</strong>, nella Torino attraversata dalla paura crescente, ci sono i compagni di lavoro, gli arrabbiati come <strong>Barbero</strong>, gli ambigui come <strong>Salvatore</strong>, e i sindacalizzati come <strong>Gino</strong>, interpretato da <strong>Giorgio Faletti</strong>: “Il personaggio s’ispira a <strong>Guido Rossa</strong>, Gino è un lottatore, un antieroe, convinto che le Br siano manovrate e che vadano combattute all’interno della fabbrica dove, infatti, si crea una spaccatura”.<br />
E poi c’è <strong>Anna</strong> (<strong>Gioia Spaziani</strong>), che con Tonino dovrebbe sposarsi, ma a un certo punto è lei a dire di no: “All’inizio lui è un ragazzo superficiale, uno che si lascia vivere. La decisione sul processo e il rifiuto della ragazza gli provocano una crisi, alla fine Tonino diventa uomo e fa la cosa giusta. Capisce che essere liberi vuol dire esercitare la capacità di scegliere, che se porta un certificato falso come tutti gli altri, lo Stato muore un po’ di più e lui diventa connivente”.<br />
Prodotto da <strong>Rai Fiction</strong> con<strong> Artis</strong>, “Il sorteggio” (4 settimane di riprese, anche negli stabilimenti della Fiat Rivalta) andrà in onda su Raiuno in prima serata nell’autunno del 2010: “Film così-dice <strong>Fasanella</strong>-dimostrano che il Paese ha finalmente iniziato a reagire in modo sano, facendo i conti con la storia”. Una storia che purtroppo si ripete, perché “le Br si sono ricostituite e la cosa grave è che riescono a reclutare in aree giovanili dove il sentimento di disperazione provoca una miscela esplosiva”.</p>
<p><strong>Fulvia Caprara</strong></p>
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		<title>Enrico Berlinguer, il leader illuminato</title>
		<link>http://www.giovannifasanella.com/2009/06/enrico-berlinguer-il-leader-illuminato/</link>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 07:16:09 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;"><span class="UIIntentionalStory_Names"> </span><img class="alignleft size-full wp-image-480" title="images1" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images1.jpg" alt="images1" width="97" height="116" />l&#8217;11 giugno di 25 anni fa moriva Enrico Berlinguer, il leader illuminato che spinse il Pci oltre la tradizione comunista e filosovietica. Ora rimossa, ora ripescata dalla memoria, a seconda delle convenienze propagandistiche del momento, la sua figura non è mai stata storicizzata. E così si è persa, dopo il crollo del Muro di Berlino, anche l&#8217;ultima grande occasione per un bilancio critico dell&#8217;intera esperienza del &#8220;comunismo italiano&#8221;, con le sue luci e le sue ombre. Una delle cause della crisi della sinistra è proprio l&#8217;incapacità dei leader post comunisti di fare i conti con la storia da cui provengono.</h2>
<h2><em>Giofasan</em></h2>
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		<title>Non sembra anche a voi un inizio eccellente?</title>
		<link>http://www.giovannifasanella.com/2009/06/non-sembra-anche-a-voi-un-inizio-eccellente/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 08:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[debora serracchiani]]></category>

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		<description><![CDATA[  
Da www.corriere.it:
L’esponente democratica che ha «battuto» il premier
Serracchiani: «Il Pd? Pare Star Trek»
«Dobbiamo fare una battaglia all&#8217;interno del partito per dargli credibilità. Ora tournée per convincere i delusi»










Se la famiglia disfunzionale del centrosinistra si chiamasse Simpson invece che Pd, Debora Serracchiani sarebbe - ovvio - Lisa: «Sì! Lisa Simpson mi piace». E in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a name="maincontent"></a> <!-- toolbar --><!-- /toolbar --> <!-- google_ad_section_start --></p>
<p><em>Da www.corriere.it:</em></p>
<p style="text-align: center;"><strong>L’esponente democratica che ha «battuto» il premier</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Serracchiani: «Il Pd? Pare Star Trek»</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>«Dobbiamo fare una battaglia all&#8217;interno del partito per dargli credibilità. Ora tournée per convincere i delusi»</strong></p>
<table class="foto-v-left" style="text-align: center;" border="0" width="1">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td><img class="aligncenter size-full wp-image-474" title="Debora Serracchiani" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/0kkxag8a-140x1801.jpg" alt="Debora Serracchiani" width="140" height="179" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Se la famiglia disfunzionale del centrosinistra si chiamasse Simpson invece che Pd, Debora Serracchiani sarebbe - ovvio - Lisa: «Sì! Lisa Simpson mi piace». E in effetti. Lisa è la ragazzina assertiva, progressista, che suona il sax. I parenti la filano poco, ma alla fine l’unica brava, saggia, presentabile è lei. In un episodio sui Simpson nel futuro è alla Casa Bianca, tra l’altro. L’altro ieri si è saputo che lei (38 anni, avvocata romana a Udine) nel Friuli ha preso più preferenze di Berlusconi; che ha sfondato in tutto il Nordest superando capolista e boss locali. E il web di sinistra ha inneggiato (si è aggrappato?) a lei; da Facebook in giù era tutto un «Debora come Obama».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In fondo anche lei ha sfondato con un discorso</strong>, è diventata famosa con il video su YouTube, è amichevole ma determinata. Grazie grazie a tutti, ma «resto con i piedi per terra». Ma anche no. C’è il Parlamento europeo, si prevedono zero vacanze perché praticamente tutte le Feste democratiche (insomma, ex dell’Unità) d’Italia l’hanno invitata e lei teme di aver detto sì a tutti: «Quest’estate me la faccio in tournée». Senza il sax, con molta voglia di dire che il Pd deve fare «opposizione dura»: «Presentando un programma politico vero, parlando di crisi economica, mostrandosi uniti. Con più disciplina e spirito di servizio. Chi ci ha votato lo ha fatto contro Berlusconi e/o perché voleva una vera opposizione. E finora, spesso, li abbiamo delusi». Delusi, come no. Debora S. è diventata una star del web e del voto perché parla chiaro (le migliori battute dell’intervista non sono pubblicabili; ma avrebbero scatenato una standing ovation sia dei fan sia dei critici del Pd).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parla chiaro, buca il video, sarebbe stato autolesionista</strong> non candidarla; e la sua aria da eterna ragazzina con la coda finora ha rassicurato i maggiorenti del Pd. Ma adesso? Riuscirà a trovarsi un ruolo in un partito di notabili in guerra? Non teme le correnti? E i dalemiani? «Dalemiani, veltroniani&#8230; ame sembrano nomi da alieni di Star Trek». Dal pop al politico, elabora: «Dobbiamo fare una battaglia all’interno del Pd per dargli credibilità; perché diventi un partito vero. Non due partiti che si sono messi insieme. Secondo me servono meno personalismi e un po’ di cinismo nelle decisioni ». Cinismo? Debora S. cinica? E come. «Cinismo invece di timore, nelle scelte. Durante il dibattito sul testamento biologico, per esempio. Mettere una cattolica teodem come Dorina Bianchi capogruppo alla Sanità al Senato al posto del cattolico progressista Ignazio Marino è stato un errore. La maggior parte dei nostri iscritti e dei nostri elettori non era d’accordo. In questi casi, ben venga il dibattito interno; e poi la maggioranza decide. Le troppe cautele ci hanno fatto del male».</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Serracchiani aveva esordito a un’assemblea di delegati Pd</strong> e aveva iniziato dicendo «vengo da Udine, la città che ha accolto Eluana Englaro» e su quella storia, tuttora, non molla. Non molla in generale. Tra i suoi fan club su Facebook c’è «Debora Serracchiani contro Godzilla». Per ora in Friuli ha battuto ai voti Berlusca. Ieri era a Ballarò. Per due settimane andrà in giro a sostenere i candidati ai ballottaggi. E poi? «Poi in Europa voglio occuparmi di piccole imprese, che sono la vita del Nordest e dell’Italia. Per il resto mi metto a disposizione del Pd. Per carità, non sto lanciando un’Opa a nessuno». Per carità. Però magari qualcuno nel Pd (magari i dalemiani, guai a parlargli di Opa) comincia a sentirsi Godzilla (o meglio, vari Godzilla, fino al congresso di ottobre tra loro e con Debora S. se ne vedranno delle belle, si prevede).</p>
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<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Laura Rodotà</strong></p>
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		<title>Io dico: Debora!</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 07:12:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[debora serracchiani]]></category>

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		<category><![CDATA[pierluigi bersani]]></category>

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		<description><![CDATA[Debora Serracchiani o Pierluigi Bersani? Io dico: Debora! Ha carisma. Irrompe con la forza di un ciclone nei giochi delle nomenklature: le farà saltare. E porterà un&#8217;ondata di aria fresca nelle stanze ammuffite del Pd.

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	]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-464" title="images-1" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images-1.jpg" alt="images-1" width="124" height="104" />Debora Serracchiani o Pierluigi Bersani? Io dico: Debora! Ha carisma. Irrompe con la forza di un ciclone nei giochi delle nomenklature: le farà saltare. E porterà un&#8217;ondata di aria fresca nelle stanze ammuffite del Pd.</h1>
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		<title>Le &#8220;dieci domande qualunque&#8221; a cui nessuno risponderà&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 05:11:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giofasan opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[La Stampa]]></category>

		<category><![CDATA[massimo gramellini]]></category>

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Massimo Gramellini, tra i colleghi che stimo di più, su La Stampa pone queste &#8220;dieci domande qualunque&#8221;:


&#8220;1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?
2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<input id="post_form_id" name="post_form_id" type="hidden" value="3ec386be152f25a2ffb0b401f6165c57" />
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<p class="note_title" style="text-align: justify;">Massimo Gramellini, tra i colleghi che stimo di più, su La Stampa pone queste &#8220;dieci domande qualunque&#8221;:</p>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-459" title="images" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/06/images.jpg" alt="images" width="116" height="89" />&#8220;1. Ma vi sembra normale che solo agli italiani non faccia effetto essere governati da chi condiziona il loro immaginario attraverso le televisioni?</em></p>
<p><em>2. Ma vi sembra normale che in tutte le interviste pre-elettorali la domanda più dura che gli hanno rivolto sia stata «ci dica»?</em></p>
<p><em>3. Ma vi sembra normale che i dirigenti del Pd siano tutti ex del Pci e della Democrazia cristiana?</em></p>
<p><em>4. Ma vi sembra normale che Clinton, Jospin, Schroeder, Blair e persino Gorbaciov facciano un altro lavoro da anni e loro invece insistano?</em></p>
<p><em>5. Ma vi sembra normale che Pdl e Pd abbiano perso milioni di voti e parlino solo di quelli persi dagli avversari?</em></p>
<p><em>6. Ma vi sembra normale che i verdi trionfino ovunque, mentre qui, appena ne vedi uno in faccia, viene voglia di tifare per l’effetto-serra?</em></p>
<p><em>7. Ma vi sembra normale che chi detesta Berlusconi voti Di Pietro, che è come dire: detesto il Bagaglino quindi vado a vedere Bombolo?</em></p>
<p><em>8. Ma vi sembra normale che l’Italia cristiana sia rappresentata in Europa da Magdi Cristiano Allam e Borghezio?</em></p>
<p><em>9. Ma vi sembra normale che tutti sputino addosso alla Casta e poi Mastella prenda ancora 112 mila voti di preferenza?</em></p>
<p><em>10. Ma vi sembro normale?</em></p>
<p><em>Ad almeno nove domande su dieci (compresa la numero 10) la mia risposta è no.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;">Dieci domande molto sensate. A cui, temo, nessuno risponderà. Perchè bisognerebbe porsi inevitabilmente anche l&#8217;undicesima: perchè l&#8217;Italia è così? Si dovrebbe scavare dentro la storia almeno degli ultimi 150 anni, per capirlo. E nessuno ha voglia di farlo sul serio, nè i politici, nè gli intellettuali, nè il mondo dell&#8217;informazione: troppo complicato, troppo rischioso. Oltretutto, sarebbero anche costretti a spiegare perchè finora non l&#8217;hanno fatto.<br />
<strong>Giofasan</strong></p>
<p style="text-align: justify;">P.S.<br />
Ne sono sicuro: se Gramellini e il suo giornale insisteranno con il loro tormentone, rimarranno ancora più soli di Repubblica. La libera stampa estera questa volta non verrà in soccorso. Perchè la storia che ha prodotto l&#8217;&#8221;anomalia Italia&#8221;, è sì una storia italiana, ma anche europea. Soprattutto europea, direi.</p>
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		<title>Brescia, i morti senza verità</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2009 16:06:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<category><![CDATA[strage brescia]]></category>

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		<description><![CDATA[28 maggio 1974. Piazza della Loggia, Brescia&#8230;Tanti morti e feriti&#8230;
E ancora non c&#8217;è una verità&#8230;


Dubito che il processo in corso, a 35 anni di distanza dalla strage, possa avere esiti diversi da quello per Piazza Fontana.

Ma giornalisti e storici possono colmare il vuoto lasciato dai magistrati.
Giofasan

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	]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-439" title="images-13" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/images-13.jpg" alt="images-13" width="129" height="91" />28 maggio 1974. Piazza della Loggia, Brescia&#8230;Tanti morti e feriti&#8230;</h2>
<h2 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;">E ancora non c&#8217;è una verità&#8230;</h2>
<p><img class="alignright size-full wp-image-440" title="images-22" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/images-22.jpg" alt="images-22" width="131" height="100" /></p>
<h2 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-443" title="4443_1155255806127_1369658961_403873_5901269_s" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/4443_1155255806127_1369658961_403873_5901269_s.jpg" alt="4443_1155255806127_1369658961_403873_5901269_s" width="95" height="130" /></h2>
<h2 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;">Dubito che il processo in corso, a 35 anni di distanza dalla strage, possa avere esiti diversi da quello per Piazza Fontana.</h2>
<h3 class="UIIntentionalStory_Message"><img class="alignleft size-full wp-image-441" title="images-32" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/images-32.jpg" alt="images-32" width="131" height="80" /></h3>
<h2 style="text-align: justify;">Ma giornalisti e storici possono colmare il vuoto lasciato dai magistrati.</h2>
<h2 style="text-align: justify;">Giofasan</h2>
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		<title>Giochi di memoria</title>
		<link>http://www.giovannifasanella.com/2009/05/giochi-di-memoria/</link>
		<comments>http://www.giovannifasanella.com/2009/05/giochi-di-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 17:13:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giofasan opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[Dario Franceschini]]></category>

		<category><![CDATA[Eugenio Scalfari]]></category>

		<category><![CDATA[Ezio Mauro]]></category>

		<category><![CDATA[Il sol dell'avvenire]]></category>

		<category><![CDATA[panorama]]></category>

		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<category><![CDATA[Sandro Bndi]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho visto Ballarò, ieri sera. Mi dispiace per l&#8217;aggressione subita da Ezio Mauro da parte del ministro Sandro Bondi (mia vecchia conoscenza, osannato da Eugenio Scalfari in quel di Cortina, dopo l&#8217;editto contro il &#8220;sol dell&#8217;avvenire&#8221;). Il direttore di Repubblica ha la mia solidarietà. Ma a Dario Franceschini, sprezzante verso Panorama, ricordo che un ex [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-435" title="images2" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/images2.jpg" alt="images2" width="116" height="64" />Ho visto Ballarò, ieri sera. Mi dispiace per l&#8217;aggressione subita da Ezio Mauro da parte del ministro Sandro Bondi (mia vecchia conoscenza, osannato da Eugenio Scalfari in quel di Cortina, dopo l&#8217;editto contro il &#8220;sol dell&#8217;avvenire&#8221;). Il direttore di Repubblica ha la mia solidarietà. Ma a Dario Franceschini, sprezzante verso Panorama, ricordo che un ex direttore del settimale &#8220;dipendente di Berlusconi&#8221; è stato fino all&#8217;ultimo secondo il candidato Pd per la presidenza Rai&#8230;</h3>
<h3 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;">Giofasan</h3>
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		<title>Letto e potere 2</title>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 08:04:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[giofasan opinioni]]></category>

		<category><![CDATA[letto]]></category>

		<category><![CDATA[potere]]></category>

		<category><![CDATA[sesso]]></category>

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		<description><![CDATA[Ester Cohen, un&#8217;amica di facebook, commentando il mio post su &#8220;letto e potere&#8221;, scrive:
&#8220;Non ho capito: siccome esistono anche &#8220;gruppi, le cordate, i circoli, le cosche, le logge che cooptano gli amici (a danno di altri magari più capaci)&#8221; allora è meno preoccupante la questione &#8220;letto e potere&#8221;? E siccome, per soprammercato, è una storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-429" title="n1407086974_5521" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/n1407086974_5521.jpg" alt="n1407086974_5521" width="200" height="135" />Ester Cohen, un&#8217;amica di facebook, commentando il mio post su &#8220;letto e potere&#8221;, scrive:</em></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Non ho capito: siccome esistono anche &#8220;gruppi, le cordate, i circoli, le cosche, le logge che cooptano gli amici (a danno di altri magari più capaci)&#8221; allora è meno preoccupante la questione &#8220;letto e potere&#8221;? E siccome, per soprammercato, è una storia vecchia come il mondo e al mondo non c&#8217;è niente che non si sia già visto e a noi non ci stupisce più niente, allora sediamo e aspettiamo la &#8220;classe dirigente di qualità, a tutti i livelli&#8221;? E ancora, di grazia, non c&#8217;è nesso fra le due cose?&#8221;</p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><em><img class="alignleft size-full wp-image-430" title="n1413627216_1090" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/n1413627216_1090.jpg" alt="n1413627216_1090" width="100" height="100" />Cara Ester, </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>evidentemente non mi sono spiegato. Proverò ad essere più chiaro. Chi va a letto con chi, è questione che non mi interessa minimamente. Se si tratta di personaggio pubblico, uomo di potere, politico, mi interessa, ma solo per un aspetto: c&#8217;è uno scambio di favori, sesso in cambio di carriera? Se è questo l&#8217;aspetto censurabile -e per me lo è- allora l&#8217;indignazione morale deve scattare sempre, in tutti i casi in cui si attiva quel tipo di meccanismo. Il potere compra in mille modi e il sesso non è l&#8217;unica merce di scambio. Questo è un tema sul quale varrebbe la pena di mobilitare le coscienze. Ma nessuno lo fa perchè quasi nessuno ha la coscienza a posto. La verità- per certi versi più ripugnante del fatto in sè- è che non essendo capaci di combattere un avversario politico con altri mezzi (per un limite nostro, non per meriti dell&#8217;avversario), stiamo usando la moglie e le sue (eventuali) amanti, dopo aver sperato persino nella sua malattia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Giofasan</em></p>
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		<title>Letto e potere</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 08:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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Letto e potere, storia vecchia quanto il mondo: chi è senza peccato? Certo, è un problema quando il letto diventa via di accesso al potere. Ma i gruppi, le cordate, i circoli, le cosche, le logge che cooptano gli amici (a danno di altri magari più capaci), non sono un problema altrettanto serio, per un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="UIIntentionalStory_Message"><img class="alignleft size-medium wp-image-418" title="thumb" src="http://www.giovannifasanella.com/wp-content/uploads/2009/05/thumb-189x300.jpg" alt="thumb" width="189" height="300" /></h3>
<h3 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;"></h3>
<h3 class="UIIntentionalStory_Message" style="text-align: justify;">Letto e potere, storia vecchia quanto il mondo: chi è senza peccato? Certo, è un problema quando il letto diventa via di accesso al potere. Ma i gruppi, le cordate, i circoli, le cosche, le logge che cooptano gli amici (a danno di altri magari più capaci), non sono un problema altrettanto serio, per un Paese che ha bisogno di una classe dirigente di qualità, a tutti i livelli?</h3>
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